Laboratorio analisi, le associazioni chiedono la modifica della delibera regionale

“Riconsiderare la delibera di Giunta regionale  sulla riorganizzazione della Rete regionale dei servizi di diagnostica di laboratorio perché è inaccettabile ogni soluzione che possa comportare un depotenziamento della struttura ospedaliera di Gubbio-Gualdo Tadino”. È quanto emerso dall’audizione di ieri pomeriggio in Terza Commissione di alcune associazioni socio-sanitarie dell’Alto Chiascio, invitate a Palazzo Cesaroni dal presidente Attilio Solinas su richiesta dei consiglieri regionali Andrea Smacchi (Pd) e Roberto Morroni (FI) in merito all’attività del laboratorio analisi dell’ospedale di Branca per il quale, nella delibera regionale in questione, era prevista la “riduzione del funzionamento da 24 ore giornaliere a 6 o 12 ore, secondo quanto disposto dalla direzione aziendale”, ma per il quale una successiva delibera del direttore generale dell’Usl Umbria 1 prevede il mantenimento del servizio di guardia attiva h24. Quest’ultimo documento, però, secondo le associazioni, non avrebbe forza tale da garantire il superamento della delibera originaria della Giunta regionale.

È stata Mariolina Vispi dell’associazione ‘Gli amici del cuore’ a leggere un documento sottoscritto insieme ad altre associazioni del territorio (Ade, Aelc, Anaca, Avis) dove, in sostanza, viene rimarcata la necessità di una nuova delibera di indirizzo della Giunta regionale che possa riconsiderare quella precedente dello scorso settembre. Vispi ha ricordato che “nel documento di valutazione della delibera della Regione, sottoscritto lo scorso 5 ottobre dai Sindaci del territorio, viene espressa unanime volontà di richiederne il ritiro”. Il presidente Solinas, di concerto con i due consiglieri promotori dell’audizione e la condivisione degli altri commissari presenti, ha assicurato che approfondirà ulteriormente la questione attraverso una prossima audizione con l’assessore regionale Luca Barberini, il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Andrea Casciari e rappresentanti degli operatori sanitari.

Al termine dell’audizione, Smacchi ha sottolineato come dall’audizione sia emerso che “il ruolo futuro dell’ospedale di Branca dovrà essere ancora più rilevante e diventare riferimento per tutta la fascia appenninica”. Morroni ha ribadito che “finché la Giunta non provvederà a modificare la sua delibera rimane una tangibile preoccupazione nel territorio. Parliamo di una struttura ospedaliera che richiede di essere sostenuta e potenziata nel suo processo di crescita”.

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