Aneddoti e racconti di personaggi: “A spasso nelle storie” è un bilancio generazionale

Nei giorni scorsi al Teatro Talia è stato presentata la nuova fatica letteraria di Brunello Castellani dal titolo “A spasso nelle storie”. A lungo protagonista della vita sociale e politica di Gualdo Tadino Brunello Castellani da oramai oltre venti anni risiede a Perugia, precedentemente ha pubblicato nel 2009 “Con l’anima negli occhi” e nel 2011 “Carlo Gubbini, una storia d’amore con la politica”. Per questo nuovo lavoro Castellani ha scelto una forma letteraria davvero singolare: tutto il libro è, nei fatti, una lunga, dolcissima, lettera alla figlia. Ai piccoli aneddoti di vita quotidiana si legano le storie di personaggi, quasi tutti gualdesi, che magari il lettore pensa di conoscere ma che vengono raccontati da punti di vista nuovi e spesso sorprendenti.

Da Domenico Tittarelli fino al bandito Cinicchia, passando per il barone Franchetti, il lettore scopre cose nuove ed al tempo spesso finisce con il desiderio di saperne di più, di approfondire questi personaggi che, probabilmente, sono stati molto più di quello che comunemente si pensa.

Ma “A spasso nelle storie” non è un libro di analisi storica, ogni singola vicenda ha un richiamo forte, chiaro, con il presente; il passato sembra quasi rivendicare la paternità dell’oggi in una sorta di continuo rappresentato dalla vicenda del fante contadino Nazzareno Barbacci che attraversa tutto il libro e che, soltanto alla fine, si scopre essere il trisnonno della bambina a cui è dedicato il libro.

Tra le tante sfaccettature del libro ci sentiamo di riconoscere un merito in particolare a Brunello Castellani: “A spasso nelle storie” rappresenta anche una sorta di bilancio generazionale per tutti quelli della sua età. Una generazione che non ha provato le atrocità della guerra, che ha conosciuto per prima i frutti del nuovo benessere, i primi viaggi, la scuola anche per i figli degli ultimi, l’abbondanza, spesso anche insapore, del consumismo, ma tutto questo viene raccontato senza lasciare spazio al rimpianto. L’autore riconosce che tanto è stato fatto, ma forse si poteva fare meglio, e senza dubbio resta tanto da fare, questo il compito che lascia in eredità alla figlia.

“A spasso nelle storie” è una lettura piacevole e interessante, un libro che ci sentiamo di consigliare e dal quale ognuno uscirà colpito da una storia, da un particolare aneddoto, piuttosto che un altro ma, senza dubbio, tutti avranno una grande “invidia” per questa bambina, che immaginiamo piccola e dal carattere d’acciaio, la quale ha ricevuto una testimonianza d’affetto a cuore aperto che durerà per tutta la sua vita quando, in qualsiasi momento, potrà sfogliare queste pagine ritrovando il sapore ed il profumo dell’amore del padre.

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