Jp, a rischio i 700 posti di lavoro. Chiesto l’intervento del Governo

Il grido di allarme arriva dai sindacati e dal mondo della politica che chiedono un intervento del Governo. Il contenzioso con gli istituti di credito rischia di compromettere il futuro della Jp Industries e dei 700 lavoratori occupati nei due stabilimenti di Colle di Nocera Umbra e Fabriano. Per la Fascia Appenninica rischia seriamente di essere questo il colpo di grazia su un territorio devastato da una crisi industriale senza precedenti che, nel giro di un decennio, l’ha portato ad essere da uno dei più ricchi dell’Umbria a quello che versa nelle situazioni peggiori, per il quale non si vede una via d’uscita non essendo stato pianificato alcun intervento di sostegno concreto per quest’area tranne quello, completamente inutile visti i risultati (ma il cui esito era ampiamente prevedibile), dell’Accordo di Programma.

“Il Gruppo JP, dopo aver rilevato i due stabilimenti Ex-Merloni in Umbria e nelle Marche,  ormai da anni si trova ad affrontare gli strascichi di un contenzioso promosso dalle banche creditrici dell’ex Merloni: Mps e Unicredit a Veneto Banca – evidenzia il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli –  La mancanza di apertura al credito da parte delle banche sta infatti rischiando di far saltare l’unica possibilità di rilancio dei due siti, che in questa fase, potrebbero agganciare la pur timida di ripresa del mercato del bianco. Sono 700 posti di lavoro a rischio, in un territorio come quello del Centro Italia già duramente colpito dal terremoto e dalla crisi. Serve un intervento del Governo affinché fatte salve le dovute garanzie del piano industriale di rilancio, le banche aprano con le necessarie risorse finanziare, non si possono scaricare sui lavoratori responsabilità di cui hanno alcuna colpa.”

A chiedere un intervento immediato da parte del Governo sono anche i due deputati del Partito Democratico Giampiero Giulietti e Emanuele Lodolini. Siamo in contatto con la viceministro Teresa Bellanova perchè è necessario che il Governo intervenga in questa vicenda – sostengono i due parlamentari – Il contendere riguarda strascichi finanziari della vecchia gestione che tuttavia non devono minare l’operatività presente e futura dell’azienda in un territorio fortemente provato dalla crisi del settore industriale. Contiamo di avere risposte soddisfacenti o valuteremo iniziative anche eclatanti.”

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