PRC e asilo nido comunale: “Una mannaia sul lavoro e sul servizio”

Il Partito di Rifondazione Comunista torna sull’argomento della gestione dell’asilo nido comunale e sulla conseguenza della gara per il suo affidamento.

Purtroppo avevamo ragione – scrive Gianluca Graciolini – Sta volgendo al termine la trattativa tra le rappresentanze sindacali delle lavoratrici e la laziale Kairos, l’impresa sociale subentrante, con l’Amministrazione comunale del tutto latitante che si è ben guardata dall’intervenire quale soggetto garante del lavoro e del servizio“.

Secondo quanto riferisce il PRC, le ore di lavoro settimanali passeranno da 38 a 36 con il conseguente ribasso di 80 euro sulla busta paga. “Date le condizioni del capitolato – dice il PRC – incentrate sulla logica del ribasso, e dato che l’impresa subentrante non adotta il contratto di lavoro delle Cooperative Sociali, non c’è alcuna possibilità di ricorrere alle tutele che prevede il diritto dei lavoratori a passare alle dipendenze della nuova cooperativa mantenendo le stesse precedenti condizioni di trattamento“.

Risparmiare e tagliare un servizio fondamentale“. Queste, secondo Graciolini, le volontà politiche di chi ha permesso tutto ciò, con un’evidente responsabilità dell’Amministrazione. “Tagliare, perchè se si considera che la sua remunerazione, da qui in avanti, potrà contare solo sulla retta pagata dalle famiglie eccoci di fronte ad uno scenario futuro in cui lo stesso servizio potrà entrare in uno stato di agonia, finanche alla sua chiusura. E’ una vera e propria strategia politica destinata a sostituire l’offerta privata al servizio sociale pubblico

Graciolini denuncia anche il silenzio delle forze di opposizione e l’assenza di repliche dalla Giunta e lancia un appello affinché sia alta l’attenzione sull’imminente appalto dei servizi sociali per tutti i Comuni ricompresi nel Piano sociale di zona 7. “Se la logica e le modalità saranno le stesse – conclude il rappresentante del PRC – non c’è nulla di che ben sperare e ci potremmo trovar di fronte al più micidiale assalto al welfare locale ed alle condizioni materiali delle decine di lavoratrici e di lavoratori che vi operano mai perpetrato prima dalle amministrazioni locali in questo territorio. Questo PD va fermato!“.

Sull’argomento è intervenuta anche la CGIL, esprimendo profonda contrarietà all’affidamento “ad una cooperativa che applica un contratto di lavoro altamente penalizzante“.

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