Rocchetta, Movimento 5 Stelle: “Attacco politico e mediatico alla comunità”

Il Movimento 5 Stelle prende ancora una volta posizione sulla “vicenda dell’area Rocchetta” e lo fa con dichiarazioni nette di esponenti a tutti i livelli. Nel giro di 48 ore due sono state le prese di posizione dei pentastellati.

Prima è intervenuto il deputato Filippo Gallinella a seguito dell’audizione, lo scorso 5 luglio, alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, di cui fa parte l’esponente grillino, della presidente della Comunanza Agraria “Appennino Gualdese” Nadia Monacelli e dell’avvocato Maria Rita Fiorelli. Due giorni dopo è stata la volta dei consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari che, in un documento sottoscritto insieme al consigliere comunale Stefania Troiani, hanno criticato le “recenti dichiarazioni rilasciate sull’argomento dall’assessore regionale Fabio Paparelli”. Per Liberati e Carbonari “sono in atto attacchi politici e mediatici nei confronti di una comunità che sta cercando di ristabilire lo stato di diritto difendendo i propri territori e le proprie risorse”.

“A Gualdo Tadino continuano i malumori legati al cosiddetto ‘Progetto Rocchetta’, quello che vede contrapporsi da un lato il Comune e la multinazionale delle acque e, dall’altro, la Comunanza Agraria e il Movimento 5 Stelle – ha scritto in un post il deputato pentastellato Filippo Gallinella – Il motivo del contendere, noto da tempo, è l’ampliamento della fabbrica di acqua minerale sul territorio gualdese, osteggiato fortemente dall’associazione che nel marzo 2016, dopo aver ottenuto dal Commissariato agli Usi Civici il ‘diritto al dominio collettivo’ del territorio, ha fatto ricorso al Tar ha di fatto bloccato il progetto. Con l’approvazione del piano il volume degli emungimenti verrebbe raddoppiato – prosegue Gallinella – Come è accaduto che la Regione Umbria, pur avendo da anni sospeso il Piano di Tutela delle Acque, abbia dato ulteriori placet alla Rocchetta, senza il minimo studio idrogeologico e senza coinvolgere la Comunanza Agraria in Conferenza dei Servizi?
A tale proposito – scrive ancora Gallinella – ho chiesto di convocare in audizione proprio la Comunanza di Gualdo Tadino, portando in evidenza la questione delle norme in materia di ‘dominio collettivo’ poiché, con tale termine, si intendono progetti di interesse comune, mirati al benessere di tutti gli abitanti e indirizzati allo sviluppo di un’economia sostenibile. Ma, in questo caso, chi ne beneficia davvero sembrerebbe essere solo Rocchetta Spa, la stessa multinazionale che, ogni anno, spende svariate decine di milioni per promuovere i propri prodotti, senza però lasciare alcunché a quelle comunità locali da cui trae un’immensa ricchezza.
Perciò, come portavoce in Parlamento intendo procedere mettendo in campo tutte le iniziative possibili e previste dalla legge per contrastare questo scempio e trovare una soluzione a questa logica sconsiderata che, a lungo termine, potrebbe provocare danni morali e materiali all’intera comunità gualdese!

Liberati e Carbonari, in una nota firmata anche dal consigliere comunale M5S di Gualdo Tadino, Stefania Troiani, mettono in evidenza che “spesso, soprattutto nelle dichiarazioni ai media regionali, si fa riferimento ad un piano di investimenti di 30milioni, che prevederebbe l’ampliamento dello stabilimento e delle linee di imbottigliamento, la realizzazione di uno snodo ferroviario ed altri interventi. Peccato che la realtà dimostri come al ripristino dell’area colpita dall’alluvione vengano destinati soltanto 950mila euro. E bisognerebbe spiegare come mai – sottolineano i consiglieri regionali – l’azienda non abbia ancora sistemato quell’area, visto che è dal 2013 che essa risulta interdetta al pubblico”.

I consiglieri regionali contestano poi le affermazioni dell’assessore Paparelli: “la Regione ha fissato un limite massimo degli attingimenti di 25 litri al secondo? Ma questa scelta è stata operata in base a quali parametri, visto che non risulta alcuno studio idrogeologico? Andrebbe anche spiegato – aggiungono – quali provvedimenti intende prendere la Regione Umbria vista la crisi idrica in corso, dato che gli imbottigliatori continuano a pompare acqua dai pozzi senza nessuna restrizione mentre viene limitato uso dell’acqua potabile da parte dei cittadini e delle imprese agricole. Annunciare poi la creazione di una ‘oasi del benessere e del termalismo‘ in quell’area, appare azzardato, visto che si tratta di un sito di interesse comunitario e molto probabilmente quei lavori saranno impossibili da realizzare a causa dei vincoli ambientali e di quelli legati agli usi civici”.

Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari concludono spiegando che, da parte loro, “non è ammissibile che le multinazionali operino senza considerazione alcuna delle regole. Ci sono limiti invalicabili allo sfruttamento delle risorse pubbliche. Per scavare e mantenere in esercizio dei pozzi servono dunque precisi titoli abilitativi, che invece non ci sono. E in particolare in tema di gestione e utilizzo delle acque sulle acque è necessario un approccio ben differente, non orientato al lucro, ma anzitutto attento agli interessi delle comunità”.

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